Agli italiani in media non piace rimettere mano al mutuo, dopo tutta la fatica che è stata affrontata nella sua scelta, nella fase di delibera fino all’erogazione. A dirlo sono alcuni dati rilevati dai principali motori di ricerca e comparazione delle differenti proposte di mutuo. Ma è anche vero che nel tempo hanno imparato a rimetterci comunque nuovamente la testa, anche se il pungolo principale quasi sempre proviene dal fatto di veder minacciata la capacità di rimborso, normalmente legata ad un aumento dei tassi di interesse.
Ma la poca chiarezza che continua a caratterizzare il mercato dei mutui, specialmente quando ci si ritrova a dover rifare il calcolo mutuo, crea il primo interrogativo nella scelta del tipo di strumento da preferire: surroga o sostituzione? La scelta non può essere data per scontata aprioristicamente, perché se è vero che la surroga è economicamente meno onerosa, lo è altrettanto il fatto che pone dei limiti che non ci sono nella sostituzione.
Infatti la sostituzione di un mutuo richiede l’estinzione del mutuo precedente e la riaccensione di un nuovo mutuo, il che permette di richiedere un mutuo con differenti intestatari, e stravolgere completamente le condizioni applicate, con un aumento anche del capitale finanziato. Di contro ci sono le spese di estinzione e eliminazione della precedente ipoteca, e le spese per la riaccensione di un mutuo ex novo.
La surroga mutuo invece per i mutuatari consiste in un trasloco presso una banca che pratica migliori condizioni, che subentra a quella precedente. Non ci sono le spese notarile a carico del mutuatario, ma non può essere richiesto un maggior capitale rispetto a quello residuo e anche i soggetti interessati devono rimanere gli stessi.